Parlando dei filler

Quando un manga acquisisce un discreto successo, è quasi automatico ormai che una casa produttrice ne acquisti i diritti per produrne un anime. Prima di parlare dei filler è necessario fare qualche precisazione sulla produzione.

In linea di massima, gli anime vengono suddivisi in stagioni che comprendono 25 episodi circa. A volte, una o più stagioni, coincidono con un arco narrativo ben preciso (classico esempio: Dragon Ball Z). Noi non risentiamo spesso di questa divisione perché in Italia le puntate vanno in onda tutti i giorni mentre in Giappone vanno in onda una volta a settimana. Non è detto che tra una stagione e l’altra, in Giappone, ci sia una pausa.

Come saprete, anche i capitoli escono una volta a settimana. Qui troveremo un grande problema: un episodio non copre un singolo capitolo, nel modo più assoluto. Minimo un paio e forse non ci sono scene aggiunte. Però può arrivare a coprire anche 4 episodi. Qual è il problema? Che prima o poi l’anime raggiunga il manga. Come si risolve? Semplice, con i nostri amatissimi filler.

Un filler, almeno per come lo intenderò io, è un espediente che serve allo studio per creare un gap tra l’anime e il manga. In base alla mia osservazione, ho trovato tre tipi di filler che elenco con annessi esempi riferiti a Ranma ½(visto che probabilmente mi conoscete per quello) e Dragon Ball Z(visto che tutti lo conoscono):

  • Episodio allungato: classica puntata tratta dal manga ma che presenta scene inedite. Viene utilizzato spesso per prendere 1-2 capitoli che però non ricoprirebbero i circa 20 minuti di episodi. Esempio: episodio 6 di Ranma ½, “Cuore infranto per Akane”. Nota: a volte succede l’evento contrario, ovvero quando alcune scene del manga vengono tagliate o modificate per far rientrare tutto nel tempo concesso.
  • Episodio filler: episodio completamente originale. Viene spesso utilizzato negli anime senza trama, alternato a episodi tratti dal manga, o nelle zone “morte”, tipo quando c’è un’attesa. Di esempi ne potrei fare quanti ne voglio sia per Ranma ½ che per Dragon Ball Z, quest’ultimo ne ha soprattutto in fase di allenamenti, quello per l’arrivo di Nappa e Vegeta o dei Cyborg, ad esempio.
  • Saga filler: questo invece è un blocco di episodi con una trama. Negli anime battle shonen viene utilizzato spesso tra una “saga” e un’altra. Esempio: la “saga” di Garlic Jr in Dragon Ball Z.

Le domande che però mi pongo sono: Vale la pena vedere un filler? Non esiste un modo per evitarli da parte della casa produttrice?

La risposta alla seconda domanda è si. Ci sono due modi per evitarli: il primo è non realizzare una stagione fin quando non si sa già dove e come concluderla. Mi spiego: mettiamo che una stagione coprisse sempre 70 capitoli. Allora si realizza la prima stagione alla conclusione del capitolo 70, la seconda al capitolo 140 e così via. Questo però creerebbe dei gap ingenti tra una stagione e l’altra. Un anime che segue più o meno questa logica è Shingeki no Kyojin/L’attacco dei giganti che, per realizzare la prima stagione, ha ricoperto solo una parte e ora la seconda deve ancora arrivare.

Il secondo modo sarebbe aspettare molto tempo prima di iniziare un anime. Rinne, ad esempio, verrà prodotto questa primavera (2015) dopo sei anni dall’inizio del manga (2009) con quindi circa 6 anni di differenza. Anche se è stata annunciata una sola stagione, probabilmente ne continueranno altre ma comunque, per un po’ non dovremmo vedere episodi filler. L’allungamento invece è possibile.

Torniamo invece alla prima domanda che è un po’ il fulcro delle discussioni su internet. Diamo per scontato che, per chi segue solo un anime, potrebbe non essere un problema. Ma chi segue il manga o chi ne vorrebbe comunque un adattamento fedele, è solito a lamentele. Il problema di fondo è che, essendo comunque storie create da un giorno all’altro, peccano spesso di qualità o idee. Ancora peggio, succede che le puntate non seguono lo “spirito” del manga. Il rischio più grosso è addirittura creare una storia incoerente con le idee del mangaka. In linea di massima questo non dovrebbe mai succede perché lo studio dovrebbe (oh quanti “dovrebbe”!) consultarsi con l’autore.

Però, diamo a cesare quel che è di cesare. Ogni tanto gli studio se ne escono con episodi interessanti. La citata saga di Garlic Jr non mi dispiace. Alcune puntate di Ranma ½ non sono male (eh, cacchio, su 80 qualcuna doveva pure essere decente, no?).

In conclusione

I filler sono una componente praticamente indispensabile negli anime, se vogliamo che vengano prodotti con il solito ritmo. È naturale che l’utente medio può storcere il naso, soprattutto se il filler non è a livelli paragonabili agli episodi né nei contenuti, né nella qualità, né in quello stile che caratterizzano l’opera. Tuttavia, è innegabile che di tanto in tanto escono belle storielle che vanno ad arricchire l’opera nel complesso

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Un pensiero su “Parlando dei filler

  1. A parer mio, i filler non sono una cattiva cosa, se PERÒ sono ben edificati. Ovviamente, pretendere qualità e coerenza in episodi inventati da zero non è corretto: manca la mano dell’autore e non si può pretendere che uno studio di disegno si cimenti nell’inventare nuovi episodi di un manga già famoso di suo. Con “ben edificati” intendo filler che non contengono errori, contraddizioni e/o assurdità varie. Ranma 1/2 è incappato proprio in questo, anche se relativamente a qualche filler, non a tutti.

    Prendiamo ad esempio l’episodio 36, “La sorgente della volpe rossa”. Quì il vaso è nascosto nella casa di Obaba. E questa è una colossale assurdità. Perché? Semplice. Il luogo in cui trovare i vasi è descritto sugli stessi. Ma com’è possibile che in un vaso molto antico possa essere trascritto che il vaso successivo si trovi all’interno di una casa dove la proprietaria di suddetto vaso si è trasferita da poco tempo? Cioè, se Obaba, in possesso dell’ultimo vaso, non si fosse trovata in quella casa di quella particolare città ma in un’altra, la descrizione del luogo sarebbe stata sbagliata. E poi, Obaba non ricorda di avere proprio un vaso di quel tipo? Strano.

    Altri filler di Ranma 1/2 sono però fantastici, come gli episodii 102 e 123, nei quali il rapporto tra Ranma e Akane si apre a nuovi scenari. Simpatico anche il 145, l’unico dove si possa apprezzare un rapporto di fidanzamento vero e proprio tra i due giovani (anche se indotto, cioè non naturale).

    Riguardo la domanda “Non esiste un modo per evitarli da parte della casa produttrice?”, la mia risposta è che la casa produttrice ha l’esigenza di sfruttare il più possibile il momento, cioè non può permettersi di perdere tempo aspettando il prosieguo del manga (salvo in rari casi). In ballo ci sono parecchi soldi: c’è un merchandising da mantenere e rispettare. Quindi si va avanti con l’anime anche a costo di inventare episodi fittizi (i filler), non badando troppo alla qualità o alla trama.

    In conclusione, secondo me i filler andrebbero guardati, anche da chi apprezza più il manga che l’anime: in essi si può sempre riscontrare qualche particolare interessante, non inventato dall’autore, ma che potrebbe piacere. E in più si allunga la trama, che per me non è mai un difetto.

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