Lamù VS Ranma ½ – Rivalutando Urusei Yatsura

Premessa: il mio articolo non è una questione di gusti, né un vero e proprio “scontro” tra le due opere. Mi premeva solo dare la giusta dimensione anche a questo manga (Lamù) dopo una piccola riflessione parallela alla lettura. Insomma, vorrei che chi ha scartato quest’opera si ricreda, mettendo in evidenza anche quali secondo me sono i punti di forza.

Ho notato che molto spesso Lamù, tra i manga della Takahashi, è quello un po’ più messo da parte e non a caso è anche lo shonen dei tre meno venduto. Le ragioni possono essere tante: la coppia non è così romantica, i disegni sono ancora scarsi o la totale assenza di trama. Non voglio mettere in discussione questi punti perché sono oggettivamente giusti.

Tuttavia molti non capiscono qual è la vera essenza di U.Y. e questo non potrebbe mai farvi apprezzare l’opera: la comicità. Lamù è un manga essenzialmente comico, anzi: demenziale. L’autrice voleva fare solo ed esclusivamente ridere inserendo personaggi comici dal primo all’ultimo volume e sotto questo punto c’è riuscita. Ogni personaggio ti rimane nel cuore, ognuno di loro ti farà sbellicare dalle risate, dai personaggi principali alle comparse. Su questo Ranma ½ perde nettamente: alcuni personaggi mancano di uno smalto comico: non credo che Ukyo sia un personaggio divertente, ad esempio, nonostante qualche piccola gag. Questo non è una mancanza di Ranma ½ ma bensì un qualcosa in più che ha Lamù.

Oltre a questo le storie di UY sono più ricche di fantasia: sembra che per questo manga l’autrice avesse più idee rispetto alle storie di Ranma ½. Badate, non parlo dell’incipit ma delle storie singole.Da questo punto di vista il manga è più costante perché riesce ad essere sempre “uguale” nel senso buono del termine. Per intenderci, Ranma ½ dopo un po’ inizia ad essere noioso e privo di grande intrattenimento.

Tornando alle storie, mi piace molto come l’autrice inserisca la cultura giapponese in un contesto fantascientifico. Questo aspetto si è leggermente perso in Ranma ½. Già il fatto che gli alieni del pianeta di Lamù siano Oni(demoni) o che Oyuki sia una yuki-onna(spirito della neve) o ancora Benten una divinità della fortuna mi piace molto. È un mix molto originale a mio avviso.

Ultimo punto a favore: il finale. Non ve ne parlerò però posso dirvi che il finale di Lamù è molto più commovente di quello di Ranma ½ a mio avviso. Ovvio, magari è un po’ più “frettoloso” perché viene realizzata una storiella in punto e bianco ma le scene finali sono a mio avviso molto più emozionanti di quelle di Jusendo tra Ranma e Akane.

In conclusione, Lamù non è sicuramente meglio di Ranma ½ ma forse nemmeno viceversa. Dovreste leggerli entrambi senza pensare all’altro e senza farvi ingannare dalla stessa firma. Due modi leggermente diversi per concepire un manga ma nessuno dei due da sottovalutare rispetto all’altro. E poi pensandoci bene sapete una cosa? Forse consiglierei più Lamù ad un amico che Ranma ½.

Nuove Letture Manga – Rinne di Rumiko Takahashi e The Seven Deadly Sins di Nakaba Suzuki

Con questo primo articolo nel mio blog voglio sperimentare un formato che chiamerò “Nuove Letture”.

Questo farà riferimento quasi sempre ai manga ed occasionalmente a libri. Nel caso dei manga funziona così: ogni qualvolta comprerò il primo volume di un manga e l’avrò letto, farò una piccola recensione, puramente senza spoiler, per dare un piccolo commento sulle primissime impressioni.

Chiaramente è inutile recensire manga che sono già affermati e di cui tutti più o meno conoscono l’inizio, ma cercherò di parlare di manga nuovi o un po’ meno famosi.


Rinne di Rumiko Takahashi

Siamo arrivati addirittura alla quinta opera maggiore della Takahashi. Prima di addentrarmi nella lettura ho notato che c’era una specie di dedica nelle ultime pagine alle altre opere della autrice, ovvero InuYasha, Ranma, Lamù e il Bouquet Rosso. Essenzialmente era pubblicità ma va be’. Piccolo OT: anche Star Comics ammette che il capolavoro della Takahashi è Ranma ½.

Iniziando a leggere, rivedevo alcuni tratti della Takahashi, soprattutto nel disegno (semplice ma pulito come al solito) ma anche leggermente nella caratterizzazione dei personaggi e nella composizione delle pagine.

Perché prima ho detto “leggermente”? Beh, c’è una cosa che mi ha colpito ed è il rapporto tra i due protagonisti. Già da questi prima capitoli si nota un rapporto più “normale” in contrapposizione ai soliti rapporti contrastanti visti nei manga precedenti. La cosa mi piace, sperando che però nel futuro non diventino troppo “anonimi”.

Per ora il manga non sembra avere una trama lineare, diciamo che sta ancora introducendo i meccanismi. Non voglio anticiparvi nulla ma aspettatevi un misto di mito giapponese in salsa comica anche qui.

Il manga sembra una bella lettura leggera, molto simile a Ranma ½. Vediamo come va avanti


Quest’altra opera mi ha incuriosito molto perché tutti ne parlano così bene da definirlo “Il seguito di Dragon Ball”. Dopo averlo letto capisco cosa intendono dire.

La storia ha un inizio molto simile al capolavoro di Toriyama. Infatti ci sono molti punti in comune: il tema del viaggio, della ricerca di questi “Seven (To’ guarda sono sette come…) Deadly Sins” un protagonista maschile, uno femminile ed una mascotte maiale (Sapete che amo i maiali?).

Tuttavia i personaggi sono totalmente diversi. Hanno un carattere comico che li caratterizza bene anche se bisogna imparare a conoscerli.

Questo è tutto per oggi, devo ammettere che spero di aver fatto un buon lavoro. Lasciate un commento per insultarmi dirmi cosa ne pensate o darmi qualche consiglio.

Alla prossima da Fork!